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PREMIO INTERNAZIONALE ARCHI_Cottura
ATELIER PER LO SPAZIO DOMESTICO FRA CIBO ARCHITETTURA E DESIGN

Il Premio Internazionale “ARCHI_Cottura” è indetto dalla Fondazione Architetti nel Mediterraneo “Francesco La Grassa”, dall’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggistici e Conservatori della Provincia di Trapani in collaborazione con l’Istituto Nazionale Sostenibile Architettura “INSA”, il Comune di Castellammare del Golfo e ARRITAL cucine.


Il Premio è patrocinato da:

  • Consiglio Nazionale degli Architetti, P.P.C;
  • Consulta Regionale degli Ordini degli Architetti di Sicilia;
  • Dipartimento di Architettura d’ARCH;
  • Scuola Politecnica Università degli Studi di Palermo;
  • SACU (Seminario di Architettura e Cultura Urbana) di Camerino;
  • ADI (Associazione per il Disegno Industriale) Delegazione Sicilia

Il Premio in oggetto “Atelier per lo spazio domestico | fra cibo architettura e design” ha fra i suoi obiettivi il riconoscimento del lavoro degli architetti e dei designers su questo particolare luogo sociale, approfondendone gli aspetti identitari relativi alla sua storia, alla sua architettura, al design, ai rapporti sociali che lo hanno caratterizzato. Sarà argomento di progetto tutto ciò che è legato al cibo, con riferimento alle caratteristiche che individuano tale spazio di aggregazione a partire dalla sua comparsa sulla terra fino ad arrivare alle più evolute società insediative, con una maggiore attenzione per l’area del Mediterraneo:

  • dal fuoco alla sua trasformazione in spazio domestico/religioso;
  • dal progetto per lo spazio domestico a quello per la ristorazione di massa;
  • dalla letteratura all’arte;
  • dalla cultura del cucinare alla degustazione;
  • dalla necessità al design;
  • dallo spazio domestico statico a quello dinamico fra cielo, terra e mare.

ARCHI_Cottura di Francesco Tranchida
Presidente della Fondazione Architetti nel Mediterraneo “Francesco La Grassa”

Negli ultimi decenni, con lo sviluppo rapido della connettività, sempre più sono emersi nuovi modi di intersecare lavoro e vita domestica. La casa oggi non è più un remoto ri-covero in cui si torna la sera, dopo una giornata di lavoro in ufficio o in fabbrica; sempre più frequentemente è un luogo in cui, durante tutto l’arco della giornata, lavoro, tempo libero, cura del corpo, si avvicendano nei medesimi spazi.

La famiglia nucleare non è più il modello dominante, sostituita da un ampio spettro di differenti forme di convivenza su cui la vita domestica si riorganizza. La società attuale si muove verso un’omogeneità crescente per effetto della globalizzazione; questa tendenza tuttavia non è lineare data l’eterogeneità delle varie società, i cui comportamenti si differenziano a seconda della posizione geografica, economica e sociale, con ritmi differenti di cambiamento ed evoluzione. La cucina domestica, centro nevralgico della vita in casa, è lo specchio di questi cambiamenti che impongono variazioni nel comportamento e nell’uso di questo spazio famigliare, con conseguenti influssi su architettura e design.

Giunti nel XXI secolo, tutto questo non basta più. Si presenta la necessità di miglioramenti tecnici, a suo tempo prerogativa della Rivoluzione Industriale e oggi imposti dall’era digitale che vuole integrare domotica e interazione per l’ottimizzazione della cucina. Neppure l’applicazione degli standard gode di molta fortuna . Come ci indicava Alessandro Mendini, “nessun oggetto è uguale all’altro, perché nessuna persona è uguale a un’altra”... Si richiede di poter customizzare, ovvero personalizzare ciascuna cucina.

Designer e architetti iniziano a formulare l’idea che una cucina dovrebbe potersi integrare nel resto della casa e perdere l’asepsi. Si comincia a provare il desiderio di materiali accoglienti e dignitosi. Naturali o artificiali, ma pur sempre nobili; ovvero, senza insensate aggravanti ecologiche. Non desideriamo contaminare il pianeta per fare cose belle. Ci immaginiamo una cucina iper-tecnologica, ma che non opprima l’utente, ma che anzi sia comprensibile e dotata di interfaccia intuitiva.

Probabilmente in futuro cambierà l’uso a cui la cucina sarà destinata, ma sia quando decidiamo di elaborare un sofisticato menù dalle molteplici sfaccettature, sia quando ci accingiamo a preparare una comune pastasciutta, vorremo comunque e sempre vivere questa esperienza come un rito ancestrale: condividere con la famiglia e gli invitati uno spazio gioioso, adatto al divertimento e alla cura della nostra salute (perché questo sarà l’alimentazione).

Per Julia Child, la famosa Chef Julia Child che per la prima volta oltre Oceano, converte una cucina in uno studio da cui si trasmettono famosi programmi televisivi che ritraggono la trasformazione sociale del paese diceva che “la cosa più bella che possiamo cucinare per qualcuno che ci sta a cuore, è una ricetta fatta con amore”.

Senza dubbio, in futuro la cucina sarà ipertecnologica ma non perderà mai il suo carattere umanista, creativo e amorevole.

Dalla pentola alla città di Vito Maria Mancuso
Presidente OAPPC della provincia di Trapani

Ora che è tutto organizzato posso dirlo tranquillamente.

Quando è stato annunciato il logo dell’incontro internazionale Archi_Cottura, in un primo momento mi è venuto in mente il trittico de “il Giardino delle Delizie” di Hieronymus Bosch, dove, oltre alla metafora esoterica dell’opera, al centro del pannello centrale, al posto della “fonte della giovinezza”, ho visto un enorme pentolone di olio bollente in cui si tuffavano gli architetti.

Poi, con la lettura del sottotitolo, sono tornato alla realtà. Architettura e arte culinaria hanno un comune denominatore fondativo: la sapienza di mischiare gli ingredienti.

Entrambe si confrontano con la composizione, mantenendo la lezione storica e praticando l’invenzione come segno distintivo dell’artista-creatore. Parimenti esse hanno la stessa necessità di organizzare il luogo dell’esercizio delle idee; la prima con aver a portata di mano gli strumenti della conoscenza, la seconda con la facile disponibilità di migliori attrezzature per interpretare i prodotti della natura animale e vegetale.

Posso testimoniare che molti architetti si dedicano con passione alla cucina e che, con altrettanta attenzione, raccontano ai loro commensali la storia del piatto preparato, da dove giungono le primizie e le spezie orientali , chi ha portato il pomodoro in Europa o cosa mangiavano gli antichi romani.

Ancora non mi è capitato di incontrare uno chef che parli di architettura, ma a loro va riconosciuta la sapienza della pentola, senza la quale non si può costruire la casa e quindi la città.

Oggi ho il piacere di co-promuovere, all’interno delle iniziative del convegno, il premio internazionale Archi/Cottura, Atelier per lo spazio domestico fra cibo, architettura e design.




PROMOTORI
Fondazione Architetti nel Mediterraneo “Francesco La Grassa“

Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggistici e Conservatori della Provincia di Trapani



PARTNER
Istituto Nazionale Sostenibile Architettura “INSA”

Comune di Castellammare del Golfo

ARRITAL cucine





PATROCINI
Consiglio Nazionale degli Architetti, P.P.C

Consulta Regionale degli Ordini degli Architetti di Sicilia

Dipartimento d’Architettura D’ARCH

Scuola Politecnica Università degli Studi di Palermo

SACU (Seminario di Architettura e Cultura Urbana) di Camerino

ADI (Associazione per il Disegno Industriale) | Delegazione Sicilia



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